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Ricostruire, Linkiesta intervista Stefano Parisi

Stefano Parisi a Roma

Pietro Mecarozzi intervista Stefano Parisi sul quotidiano online Linkiesta. Parisi è il promotore di RICOSTRUIRE, il piano operativo realizzato da un gruppo di professionisti, imprenditori e accademici per superare la emergenza Covid-19 e rilanciare l’economia italiana. Il piano, ricorda Linkiesta, è stato inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al capo della task force Vittorio Colao. La petizione è pubblicata su Change.org

Il piano prevede 3 fasi, spiega Parisi, uscire il prima possibile e in sicurezza dal lockdown, proteggere il sistema produttivo e dare una grande spinta alla ripresa economica. Parisi ricorda come è nata la iniziativa, raccogliendo una serie di buone idee per la riapertura emerse a marzo. “Partendo dal testo di Giovanni Cagnoli, abbiamo cercato di produrre un quadro di riferimento complessivo e completo che in questo momento manca nel Paese”. Un piano necessario nel momento in cui sembra mancare la necessaria chiarezza da parte del Governo sulla riapertura.

Parisi pone anche la questione della riapertura delle scuole, perché non si può immaginare di far tornare al lavoro i genitori che devono prendersi cura dei figli più piccoli a casa. “Stiamo immaginando una serie di attività ricreative o para-educative per consentire ai genitori di tornare a lavoro in tranquillità”. L’obiettivo del promotore di RICOSTRUIRE è di entrare al più presto nei dettagli del piano con Vittorio Colao, puntando su una estrema concretezza.

Parisi nella intervista mette in guardia dal ‘worst case scenario‘ per la economia italiana. Con un possibile crollo del Pil del 9% nel 2020 e di almeno il 4-5% nel 2021, in un contesto complicato da alto debito pubblico, bassa produttività, fisco e buocrazia pervasivi., “C’è il rischio di un default”. “Si capisce che bisogna fare di tutto per riaprire il prima possibile, perché mentre noi parliamo le aziende concorrenti a quelle italiane sono aperte e lavorano”.

Il manager e politico descrive la fase 1 del piano, il superamento della emergenza sanitaria: “Oggi siamo tutti in casa con la paura di incontrare un positivo da Covid-19, mentre il positivo al contrario va al supermercato a fare la spesa. Dobbiamo quindi fare l’esatto contrario: ovvero sapere dove sono i positivi, testarli e metterli sotto controllo con sistemi che sono già utilizzati in molti paesi, anche più democratici dell’Italia. Solo allora, in aggiunta ai dispositivi di protezione e alle procedure standard di misurazione della febbre, si potrà tornare a essere operativi. E continuare pertanto a produrre Pil”.

Sulle tempistiche bisogna essere pronti, perché il 3 maggio è vicino. Iniziando dalle mascherine, che ancora non sono reperibili a sufficienza “Credo sia un fatto molto grave. Siamo vittime del nostro stesso apparato burocratico”, commenta Parisi. Poi le proposte, immediate, per fisco e aziende: vanno erogati i soldi previsti dal fondo di garanzia, “negli Stati Uniti i soldi sono arrivati sui conti correnti due giorni dopo dall’annuncio del governo”.

E ancora, “un’azienda che ha un problemi di ricavi e rischia di avere un crollo in quanto nessuna banca è disposta a concedergli dei prestiti, prende comunque i soldi dallo Stato, soldi che un giorno potrebbe non essere in grado di restituire. Questo diventa tutto debito pubblico. Per cui “è necessario attivare altre due misure: la prima, quella dell’ex ministro Tria, è di fare un fondo perduto di recupero parziale o totale dei ricavi persi; la seconda invece è di tipo normativo, con il quale si consentirebbe alle imprese di capitalizzare i costi, in modo tale che nella fase in cui non ci sono ricavi anche i costi vengono scorporati, portati a patrimonio e poi ammortizzati nei prossimi anni. Questo eviterà il fallimento”.

Parisi sottolinea che RICOSTRUIRE è un metodo di lavoro, che sarà approfondito anche con seminari su web, coinvolgendo esperti e mondo della politica in Italia. (Tratto da Linkiesta, 18 aprile 2020)

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