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Ricostruire: il Corriere della Sera sugli incentivi a fondo perduto contro il calo del fatturato

il lavoro di un gruppo di operai fa crescere la comunità

Incentivi a fondo perduto per le aziende per compensare il crollo del fatturato di questi terribili mesi. Non solo prestiti da parte delle banche con la garanzia dello Stato — attuale impostazione di politica economica del governo — spingendo solo sull’indebitamento delle aziende che rischiano di non poter rimborsare alcunché se la ripresa sarà troppo lenta.

L’idea elaborata dall’ex ministro del Tesoro Giovanni Tria e dall’economista Pasquale Lucio Scandizzo prevederebbe una compensazione da parte dello Stato per la perdita di valore aggiunto delle imprese. Un supporto che permetterebbe loro di scollinare la crisi per tornare a produrre gettito per l’erario nel 2021 in modo da non appesantire i conti pubblici data la dinamica inevitabilmente crescente del debito pubblico.

Si tratta di una delle misure per «ricostruire» contenuta in un documento di nove pagine — già sul tavolo di Palazzo Chigi e del Quirinale — che l’ex direttore generale di Confindustria, Stefano Parisi, ha redatto con il supporto di una squadra di esperti. È un testo che ha il merito di mettere a fattor comune una serie di proposte superando anche le divisioni politiche. Sul diritto fallimentare chiama in causa il giurista Piergaetano Marchetti che ha rivendicato sul Corriere della Sera la necessità di regole eccezionali per evitare i fallimenti attivando misure straordinarie per le procedure concorsuali. Nel testo si chiede anche un immediato intervento sui principi contabili delle imprese -— tesi del Dipartimento di Scienze economiche dell’università di Padova — consentendo la capitalizzazione e il successivo ammortamento dei costi sostenuti nel periodo di blocco della produzione.

Parisi immagina anche la cancellazione di Quota 100 per le pensioni in modo da recuperare coperture aggiuntive anche azzerando il reddito di Cittadinanza che rischia di sovrapporsi ad altri interventi. Ma ciò su cui pone l’accento è una lotta senza quartiere ai mille rivoli della burocrazia fatta di procedure, eccezioni e codicilli che paralizzano la messa a terra degli interventi dei decreti «Cura Italia» e «Liquidità» che rischiano di essere mere enunciazioni di intenti.

Dal lato delle risorse anche Parisi rilancia l’idea di un prestito solidale per l’Italia, idea già ventilata anche da Giovanni Bazoli e Giulio Tremonti. Un’emissione obbligazionaria da 30 miliardi, sottoscrivibile solo a livello nazionale con un rendimento invitante con rimborso a dieci anni «evitando di far ricorso alla vessatoria imposizione patrimoniale», dice Parisi. Ma per ricostruire l’Italia serve una ripartenza immediata riavviando una serie di filiere produttive in concorrenza su mercati altamente globalizzati come l’auto o il tessile.

«Servono accordi immediati tra le parti sociali, come stanno già avvenendo, per riprendere il lavoro nella massima sicurezza possibile», rivendica l’ex amministratore delegato di Fastweb. Il rischio è il fallimento di migliaia di aziende che rischiano di essere estromesse dalle concorrenti europee ed asiatiche nelle catene del valore. «E poi bisogna subito trovare il modo di far uscire i più piccoli, impegnandoli in attività ricreative in modo da consentire ai genitori di riprendere le attività lavorative».

Non è un dettaglio irrilevante la gestione dei bambini, come stanno ragionando Spagna e Germania. Come non è irrilevante investire sulla ricerca scientifica «che deve diventare una leva di politica estera coordinandosi con l’Ue sui progetti con maggiori potenzialità senza disperdere i finanziamenti in istituti ed enti di poco rilievo». Parisi fustiga anche il dibattito pubblico sulle risorse da chiedere all’Europa tra Mes senza condizionalità e Coronabond: «Abbiamo necessità di utilizzarle nel modo migliore senza dissiparle». A Berlino qualcuno potrebbe annuire.

(Tratto da Corriere della Sera, 19 aprile 2020. Articolo di Fabio Savelli).

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Redazione

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2 risposte su “Ricostruire: il Corriere della Sera sugli incentivi a fondo perduto contro il calo del fatturato”

La vostra è una iniziativa lodevole, forse è la prima volta che si mettono insieme ottime idee per l’Italia e forse anche l’unica occasione per scardinare la burocrazia.
Per realizzarle ci vorrà molta forza e se posso essere utile alla causa sono disponibile a dare una mano, sono un artigiano.
Un grande in bocca al lupo!

però attenzione a quelli che denunciano mancati incassi per 5000 euro a settimana quando l’anno scorso hanno dichiarato un reddito di 20.000… con gente così bisogna essere SPIETATI…

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