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Ricostruire la Scuola su Corriere della Sera, Il Giornale, Libero.

ricostruire la scuola

Ricostruire la scuola. Il Corriere della Sera e poi Il Giornale, Libero e tanti siti e blog che parlano segnatamente di scuola. La stampa italiana tra sabato e domenica dà ampia rilevanza al nostro piano per far ripartire la didattica.

Il Corriere della Sera

Il Corriere.it in un articolo a firma di Valentina Santarpia apre la sua edizione online riassumendo i punti chiave della nostra proposta. Nuove forme di didattica non legate al concetto tradizionale di aula e classe. Piccoli gruppi di studenti coinvolti in attività laboratoriali e para-didattiche. Sopratutto riaprire le scuole da giugno. Non da settembre come ventilato dal ministro della istruzione. Sono i punti chiave della proposta Bertagna, l’ordinario di pedagogia che ha strutturato il piano Ricostruire.

I siti specialistici

“Un modo nuovo di intendere la scuola”, dice Bertagna. Siti e blog tematici come Orizzonte Scuola e Tecnica della Scuola riprendono subito la notizia lanciata dal Corriere. Si evidenzia la tempistica della “proposta Parisi”. Stefano Parisi è promotore con un gruppo di professionisti, imprenditori e accademici del piano Ricostruire. Parisi aveva descritto il piano scuola in una intervista a SkyTg24.

Il Giornale e Libero

Inoltre, la notizia sul Piano Scuola di Ricostruire viene rilanciata anche da altre grandi testate nazionali. Ne parlano Il Giornale e il quotidiano Libero. Giornali online e blog alimentano la diffusione del Piano sul web per tutto il pomeriggio di sabato. I dettagli del piano di Ricostruire vengono anche twittati da Emmanuele Massagli del think tank Adapt. Altri docenti universitari discutono della proposta su Twitter.

Il webinar

L’Italia non può essere l’unico Paese europeo a chiudere le scuole per sette mesi, fino a settembre. Chiudere le scuole per così tanto tempo vorrebbe dire non solo impedire alle famiglie con figli piccoli di tornare al lavoro. Ma anche aggravare le diseguaglianze educative e ridurre i tempi di apprendimento degli studenti. Va quindi trovato un punto di equilibrio tra nuove forme di didattica e la formazione a distanza – FAD.

Tutto questo rispettando le norme sanitarie e di monitoraggio dei positivi al coronavirus oltre che il distanziamento sociale. E con una una ambizione. Pertanto è fondamentale trasformare un evento così tragico come la pandemia in una occasione per riformare in modo profondo e permanente la scuola italiana e il nostro sistema della istruzione.

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