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Ricostruire commenta la manovra

Dl Rilancio, Puglisi: chiarezza su strategia del Governo

economista puglisi

Dl Rilancio, ovvero la manovra di maggio del Governo Conte. Il professor Riccardo Puglisi interviene al webinar di Ricostruire per commentare il decreto. Qual è la strategia del Governo?, si chiede. Provvedimenti come il taglio dell’Irap o l’ecobonus avrebbero anche senso, ma si perdono nei mille rivoli di una manovra che non ha una direzione chiara.

Secondo Puglisi, il decreto tradisce “l’ansia gioiosa dei keynesiani de noantri”, come li definisce ironicamente il professore. Cioè a dire che la manovra divenga una sorta di ‘liberi tutti’ per aumentare la spesa in deficit. Tanto più che si prevede uno sforamento del deficit al 10% del Pil. Il tutto nella convinzione, sbagliata, che spendere faccia comunque bene e che sia necessario farlo “senza se e senza ma”.

Le 450 e passa pagine del decreto non aiutano in questa operazione di chiarimento. Ecco perché in Parlamento e nella opinione pubblica occorre mettere sotto pressione il Governo. Come è avvenuto con il taglio dell’Irap che, ricorda Puglisi, è frutto del pressing condotto dalla Confindustria guidata da Carlo Bonomi su esecutivo e maggioranza. Ma non basta.

C’è una spinta verso logiche assistenziali, i contributi a fondo perduto per le aziende rischiano di trasformarsi in una sorta di panacea, né si affronta il vero macigno per l’Italia. Cioè la crescita che non c’è. “La domanda è semplice: quanto va al ristoro sottoforma di fondo perduto seguendo una logica reditributiva e quanto invece per fare Pil e generare crescita?”.

Il Governo ha il dovere di dare delle risposte o vorrà dire che a prevalere saranno gli spiriti più statalisti della maggioranza. Ma quanti soldi e quanti contributi sta impegnando realmente il Governo nel Dl Rilancio?

Sull’ecobonus, infine, Puglisi fa un ragionamento condivisibile. Di per sé, l’ecobonus non è una cattiva idea. Ma perché allora non estendere norme del genere anche ad altri comparti che non siano solo quello della economia verde? Nel settore edilizio, per esempio. Oppure riducendo la imposta di registro con nuove agevolazioni, propone il professore.

La verità è che l’ecobonus rende felici gli alfieri della economia green ma non tutta l’economia è “verde”. A meno che la direzione che vuol prendere il Governo sia quella della decrescita felice. Che crescita non è ed è infelice, conclude Puglisi.

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