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Governo non ascolta

Fare Pil, come usare 55 miliardi della manovra in modo efficiente

prodotto interno lordo

Fare Pil e usare in modo efficiente i 55 miliardi della manovra del Governo Conte. In un’intervista di Francesco Bisozzi del Messaggero, Stefano Parisi anticipa il piano di Ricostruire per rendere effettiva la manovra di maggio. Trasformando ogni euro preso a debito dallo Stato italiano in crescita per il Paese. Per impedire il crollo della nostra economia. In alternativa, nel 2021 sconteremo un grave problema di sostenibilità del debito pubblico. La crisi da economica diventerà una tragedia sociale.

La frammentazione in mille rivoli del Decreto di maggio, la logica assistenziale che lo sorregge, le complicazioni burocratiche, sono gli aspetti più inefficaci dei provvedimenti presi dal Governo. La manovra invece deve essere una opportunità per il nostro Paese. Invece di arrendersi a logiche stataliste, occorre trasformare una crisi gravissima in un rilancio economico che porti sviluppo e nuova crescita.

Invece di sprecare soldi pubblici per l’ennessimo salvataggio di Alitalia, servono pochi provvedimenti, snelli, fatti bene, che impediscano un fallimento generalizzato del nostro tessuto imprenditoriale. Una idea è il credito di imposta. E poi ripagare i debiti della Pa con i privati, un piano di rilancio per il turismo e la cultura, riaprire le scuole perché se i ragazzi restano a casa non si può immaginare che i genitori tornino al lavoro.

Un tema chiave resta quello della semplificazione delle procedure di appalto. Bisogna fare le grandi opere che il Paese aspetta da anni. Si può abolendo il codice degli appalti e adottando la normativa già esistente a livello europeo. Si può abolendo Anac, l’abuso d’ufficio, norme come lo “Spazzacorrotti”.

Le risorse del MEF e del Recovery Fund per Parisi sono irrinunciabili. Ma il Governo saprà spenderle per i nostri servizi sanitari e per fare ripartire la economia? Riuscirà a creare un modello di sviluppo per il Sud, che non sia quello dello stipendio a chi non lavora, ovvero il reddito di cittadinanza? Ecco, il punto è questo. Il Governo si è dimostrato sordo alle buone idee. Non ha ascoltato gli accademici di Lettera 150 per una riapertura in sicurezza. Né ha accettato di confrontarsi sulle nostre idee per ricostruire su basi nuove il Paese. Lo stesso Colao ha avuto margini di manovra? “Nei nuovi politici domina l’autoreferenzialità e la cultura del sospetto”, conclude amaramente Parisi. (Tratto da Il Messaggero, 26 Maggio 2020).

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