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Fronteggiare la crisi economica

Lavoro, rinviare Cig e blocco licenziamenti significa più spesa e meno occupazione

lavoro al cantiere

Il Governo è alla ricerca di nuove risorse da destinare a lavoro e imprese. Natale Forlani, firmatario del piano Ricostruire, in un articolo di quest’oggi spiega le criticità della fase in cui stiamo per entrare e gli errori che l’esecutivo non deve commettere.

Andiamo con ordine. Nella prima fase Covid-19, per gli interventi a sostegno del reddito dei lavoratori dipendenti e degli autonomi, il governo ha impegnato la parte più rilevante delle risorse disponibili nei due decreti varati. A questo va aggiunta la decisione di bloccare i licenziamenti fino al 17 agosto. Misure che sono state sostanzialmente condivise dalle rappresentanze del mondo del lavoro.

Gli errori da non fare

Il nuovo decreto in arrivo a luglio dovrà fare i conti con gli effetti strutturali della recessione economica. I prossimi mesi saranno inevitabilmente caratterizzati da una forte riorganizzazione dei settori produttivi e del mercato del lavoro. Una parte non marginale delle imprese, soprattutto pmi e autonomi, sarà costretta a chiudere. Altre dovrebbero auspicabilmente nascere sulla spinta delle innovazioni tecnologiche e dei cambiamenti degli stili di vita e di consumo. Per la buona riuscita di questo processo molto dipenderà dalla qualità delle politiche economiche e del lavoro promosse.

Allo stato attuale il governo sembra orientato a prolungare il blocco dei licenziamenti e gli interventi straordinari delle casse integrazioni. Sarebbe un grave errore. Una scelta dettata da esigenze politiche e sociali comprensibili, ma destinata a generare conseguenze negative. Non interrompere questi provvedimenti ci costerebbe tra i 4 e i 5 miliardi al mese, oltre al fatto che si creerebbe una bolla ingestibile formata dal costo dei licenziamenti posticipati e da quello dei disoccupati assistiti.

Come affrontare la recessione economica

Di fronte alle criticità indicate bisogna cambiare il metodo con cui affrontare la prossima fase. Per fronteggiare la crisi economica alle porte sono necessarie scelte decisive. Ripristinare i criteri selettivi per l’utilizzo delle casse integrazioni. Investire per la formazione dei lavoratori, sia occupati che disoccupati, per adeguarne le competenze. Potenziare i servizi di orientamento al lavoro. Oltre a sgravi contributivi per favorire le assunzioni.

Uno sforzo che richiede un impegno collettivo senza precedenti delle istituzioni, delle parti sociali, del sistema educativo e formativo, delle famiglie e delle comunità, per attribuire allo Stato il compito di intervenire direttamente nelle imprese in crisi e di sostenere i redditi dei lavoratori in un’ottica risarcitoria e assistenzialista. (Tratto da ilsussidiario.net)

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