NEWS E approfondimenti

Transizione tecnologica

High-Tech Gründerfonds, il modello Germania per le start up

tecnologie

La pandemia da Covid-19 mette l’Italia davanti a un bivio. Affrontare una crisi economica che sarà pesantissima con la stessa mentalità del passato o avere il coraggio di voltare pagina, trovando modelli e soluzioni nuove per la crescita e lo sviluppo del Paese. È il caso delle start up.

start up e innovazione tecnologica

Se l’Italia, realisticamente, non può ambire a diventare di colpo una “start up nation” com’è accaduto in Israele, quali modelli europei possiamo prendere come riferimento per creare un ecosistema più favorevole alle nuove idee di impresa nel nostro Paese?

Perché non è sufficiente qualche provvedimento cosmetico come quelli contenuti nel Dl Rilancio per intraprendere la strada della modernizzazione. Né si può pensare di vincere questa sfida ricorrendo esclusivamente ad interventi statali. Una start up funziona e diventa grande quando introduce vera innovazione tecnologica nel mercato, non grazie a buone idee di marketing.

start up innovazione

Ci sono idee di impresa che, per partire, hanno bisogno dei prestiti delle banche o magari di qualche finanziamento pubblico. A una vera idea innovativa, capace cioé di modificare il paradigma economico, per ‘esplodere’ servono fondi di venture capital e il sostegno di grandi imprese.

Una quota non indifferente dei 10 milioni di euro previsti dal Dl Rilancio per valorizzare le start up, invece, servirà proprio alla comunicazione delle stesse e a finanziare la promozione dei servizi offerti dagli ‘incubatori’. Dobbiamo rovesciare questa mentalità: le start up innovative sono storie di successo, non il racconto di una buona idea imprenditoriale.

Anche l’aumento delle detrazioni fiscali da 100 a 300 mila euro previsto nel decreto rilancio per chi investe nel capitale sociale delle start up è un incentivo troppo basso per spingere a rischiare fino in fondo.

Gli annunci fatti da CDP Venture Capital alla fine di giugno, con Cassa Depositi e Prestiti che si dice pronta a investire in oltre mille start up, sviluppando 15 acceleratori di nuova generazione, formando 20 nuovi team di gestori – creando un “fondo innovazione come leva per trasformare l’Italia del futuro” – sembrano delineare i tratti di una strategia più attenta rispetto al passato. Ma non possono rappresentare l’esclusiva nella modernizzazione nel Paese.

venture capital più che stato finanziatore

Dallo Stato imprenditore, che non ricordiamo esattamente per questi storici successi, si rischia di passare allo Stato investitore. I fondi di venture capital che investono nelle start up innovative però hanno grandi disponibilità finanziarie e sopratutto un’alta propensione al rischio. Viceversa, gli Stati hanno per definizione una bassa propensione al rischio: i soldi sono dei contribuenti, non dello Stato.

Per cui gli Stati che pensano di sostituirsi in parte o totalmente al mercato dei venture capital sono un po’ una contraddizione in termini. Questo non vuol dire che gli Stati non possano giocare un ruolo importante nello sviluppo di settori strategici, dalla Difesa alla Sanità. Magari evitando troppi investimenti diretti.

cosa insegna il modello HTGF in Germania

La Germania è riuscita a creare un sistema articolato di garanzie per le start up durante il loro intero ciclo di vita. Il Fondo Speciale ERP aiuta gli startupper a reperire finanziamenti sia nella fase di avvio della attività, sia nel suo consolidamento. In Germania ci sono forti incentivi fiscali per gli investitori, agevolazioni e borse di studio per gli startupper, incubatori e acceleratori che funzionano.

L’High Tech Gründerfonds è stato creato nel 2005 grazie alla collaborazione del Ministero federale dell’economia, dell’industria e degli esperti del settore, per rilanciare il mercato di finanziamento all’avviamento delle start up. Un decennio fa, questo mercato in Germania era fermo o quasi. HTGF ha scommesso sulle start-up high tech con un potenziale di crescita significativo, seguendo criteri di mercato. HTGF partecipa inizialmente con un massimo di un milione di euro alle nuove idee di impresa e fornisce supporto gestionale.

Negli anni sono stati attivati tre fondi che hanno reso l’ente tedesco un modello di efficienza per il partenariato pubblico-privato. Tra i partner dei fondi ci sono colossi come Bosch, Braun e Bayer, per un totale di 33 aziende private. L’ecosistema delle start up in Germania è diventato quindi un modello qualitativamente unico in Europa. Lo Stato non si carica di tutti gli oneri, ma si limita a creare le migliori condizioni possibili per la proliferazione delle start up e a partecipare allo sviluppo del sistema. Un modello da approfondire, magari coinvolgendo grandi player della economia italiana, per voltare pagina e far ripartire la nostra economia.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Leonardo Accardi

Leonardo Accardi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Cerca nel sito
Categorie
YOUTUBE
Articoli recenti
TAGS

Invia la tua proposta

RICOSTRUIRE

Il piano strategico di professionisti, imprenditori e accademici per superare l’emergenza e rilanciare l’economia italiana.

Articoli recenti