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Misure per ripartire

Turismo, incentivare la ripresa e premiare chi riapre

turismo, favorire le imprese che ripartono

Il turismo in Italia sta vivendo una fase drammatica complice la pandemia iniziata a febbraio. L’azione attuata finora dal governo non solo non ha aiutato la ripartenza del settore, centrale per l’economia del Paese, ma si è rivelata controproducente.

Lo scenario di crisi è abbastanza definito. Oggi solo alcune strutture alberghiere stanno provando gradualmente a riaprire. Altre, invece di ripartire in mezzo alle mille limitazioni di questa stagione ormai compromessa, preferiscono restare chiuse e usufruire della cassa integrazione per i propri dipendenti. Ma se lo Stato intervenisse in modo concreto, con incentivi, a riaprire sarebbero in molti di più. Invece di impegnare cifre monstre per gli ammortizzatori sociali, che costano alle casse pubbliche tra i quattro e i cinque miliardi al mese, l’esecutivo dovrebbe avviare una grande azione di sostegno alle imprese.

Le attività ripartirebbero, i lavoratori tornerebbero a lavorare e lo Stato risparmierebbe. In due parole: incentivare la riapertura e favorire chi riapre.

Dunque, se vogliamo che il Turismo in Italia torni a essere volano dell’economia bisogna cambiare marcia. Servono interventi a fondo perduto, anche per le strutture di fascia medio alta, e sgravi sul costo del lavoro. Ma basta perdere tempo.

In primo luogo un aiuto determinante potrebbe arrivare da questo contributo pubblico, una sorta di risarcimento, per le imprese che hanno visto crollare il proprio fatturato nel 2020. Ma in questo caso per tutelare tutto il settore, e non solo una parte, dovrebbe essere alzato, o tolto, il tetto dei 5 milioni di euro di ricavi per potervi accedere.

Il motivo è semplice, molti alberghi di fascia medio alta sono soliti ospitare turisti con elevata capacità di spesa, ciò comporta che queste imprese spesso superino i 5 milioni di fatturato. È giusto non sostenerle, per loro non c’è stata crisi? In mancanza di tali contributi, a queste aziende il governo dovrebbe garantire finanziamenti con tassi ridotti.

Tornando al tema del lavoro, affrontato in apertura, risulta evidente che il modello adottato finora non ha funzionato. La richiesta non mancherà, nonostante la crisi, soprattutto nelle località balneari. Invece di prolungare la possibilità di attingere alla cassa integrazione, il governo dovrebbe agevolare le imprese in fase di assunzione. La richiesta che arriva dagli addetti ai lavori in queste settimane è sempre la stessa: abbattere il costo del lavoro.

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