NEWS E approfondimenti

Mes sia, tutte le risposte sul Meccanismo Europeo di Stabilità

targa mes

In questi mesi si è molto parlato del Meccanismo Europeo di Stabilità, meglio conosciuto come Mes. Il dibattito verte attorno a quattro argomenti: le condizionalità, l’eventuale stigma, l’incidenza sul debito pubblico e il confronto con le emissioni di BTP.

LE CONDIZIONALITà

Il Mes durante la pandemia ha cambiato in parte configurazione. È passato da essere un fondo salva stati a essere un fondo utile per rispondere in modo efficace alle conseguenze della pandemia sul piano sanitario. “In punta di diritto”, spiega Fabio Scacciavillani, firmatario di Ricostruire, “bisogna dire che il trattato non è stato modificato”.

Allo stesso tempo, Scacciavillani fa notare che esiste a livello europeo un accordo politico condiviso sancito dalla Commisione Europea. L’unica condizionalità è utilizzare i fondi per spese sanitarie dirette e indirette.

Il segretario generale del Mes, Nicola Giammarioli, lo ha confermato in un’intervista a Repubblica. “Dobbiamo essere molto chiari” – ha chiosato – “con le nuove linee di credito il Meccanismo non può imporre alcun genere di condizionalità ex post, austerity, troika, taglio delle pensioni o del settore pubblico. Siamo in un altro campo da gioco rispetto al passato: l’unica condizione da soddisfare è che i soldi siano usati per la sanità.”

Lo stigma

Un’altra obiezione classica è che accedere ai fondi del Mes risulterebbe una dichiarazione di debolezza ai mercati, che quindi penalizzerebbero l’Italia, soprattutto se fosse l’unica a farne uso.

In primis questa tesi suppone che i mercati non sappiano in che condizioni versa l’Italia e che non possano saperlo finché non verranno presi i fondi del Mes. È chiaramente un falso problema. Ne è un esempio lo spread tra BTP e BUND, che, attestandosi stabilmente intorno ai 170 punti base, è il più alto dell’eurozona.

Le debolezze strutturali dell’Italia sono note a tutti da tempo, mercati inclusi.

Inoltre,si potrebbe addirittura ribaltare il ragionamento di chi è contrario all’accesso al Mes. Lo stigma potrebbe addirittura ridursi se i mercati interpretassero la scelta del governo come pragmatica e svincolata da pregiudizi ideologici.

Rispetto al debito

Paolo Savona, presidente della Consob, si è detto preoccupato perché i prestiti europei ottenuti tramite il Mes possono incidere negativamente sulrapporto debito/PIL.

Il debito pubblico italiano è di circa 2500 miliardi. I prestiti del Mes possono ammontare al massimo a 36. Scacciavillani riporta questi dati e argomenta “un incremento simile è praticamente ininfluente in una dinamica di lungo periodo, chi propugna questa tesi lo fa per motivi di consenso politico”.

Meglio dei BTP

L’Italia potrebbe farsi prestare quei 36 miliardi anche sul mercato, piazzando titoli di Stato. Sono stati infatti emessi BTP Italia per 25 miliardi. Ed è in corso un’emissione di un nuovo titolo decennale, denominato BTP Futura, che conta di raccogliere circa 12 miliardi. In questo caso, tuttavia, il tasso d’interesse sarebbe maggiore, quello del Mes infatti si attesterebbe intorno allo 0%. Invece di 30 milioni di interessi all’anno, che è il costo del prestito decennale del Mes, pagherebbe ai valori di oggi circa 500 milioni l’anno.

In dieci anni, quante scuole, quanti ospedali, quante infrastrutture potrebbero essere finanziate con i 4,7 miliardi di differenza?

C’è chi dice che il gioco non vale la candela. Per costoro, quei 500 milioni annui hanno un costo eccessivo rispetto ai vincoli che pone l’UE. Posto che abbiamo spiegato che la Commissione si è impegnata a mettere dei vincoli blandi, la controprova è facile. L’assunto è che gli italiani e i mercati abbiano fiducia nell’Italia, che tradotto significa che considerano incoraggiante il quadro macroeconomico nazionale. Se così fosse avrebbero basso tasso di interesse e un costo minore sui dieci anni. Spoiler: non è così.

un approccio pragmatico

Si parla molto di Mes, ma molto poco con cognizione di causa. La narrazione ideologica va sostituta da una spiegazione pragmatica. Accedere ai fondi del Mes, in qualunque caso, non peggiora le condizioni di un Paese, viceversa non farlo sarebbe controproducente. Questo è un fatto oggettivo e sarebbe il momento di considerarlo tale.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Leonardo Accardi

Leonardo Accardi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Cerca nel sito
Categorie
YOUTUBE
Articoli recenti
TAGS

Invia la tua proposta

RICOSTRUIRE

Il piano strategico di professionisti, imprenditori e accademici per superare l’emergenza e rilanciare l’economia italiana.

Articoli recenti