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Lo scenario europeo

Se la Merkel prova a ricucire gli Stati disuniti d’Europa

Angela Merkel cancelliera tedesca

Il Consiglio europeo che si tiene a Bruxelles oggi e domani sarà “un negoziato difficile” e “non è possibile prevedere il raggiungimento di un risultato”. Lo dice il cancelliere tedesco Angela Merkel, a margine della riunione dei capi di Stato e di governo dei Paesi Ue riuniti per decidere sul fondo europeo per affrontare le conseguenze della crisi economica aperta dal coronavirus. Che dovrà anche approvare il Quadro finanziario pluriennale della Ue per il 2021-2027.

“La Germania è consapevole della propria responsabilità nei confronti dell’Unione europea”, aveva messo nero su bianco la Merkel nei giorni scorsi, aprendo il semestre tedesco di presidenza del Consiglio Ue. Una Germania che vuole lasciarsi alle spalle le difficoltà economiche, cercando di tenere insieme l’Europa dopo la fase critica dell’emergenza Covid-19.

Così Merkel si presenta agli altri partner europei come il grande mediatore capace di “dare una risposta economica alla crisi” e di sbrogliare la matassa tra Nord e Sud Europa. Cioè tra i Paesi cosiddetti “frugali” come l’Olanda e il blocco del Nord da una parte e chi, come l’Italia, preme per avere più risorse utili a ripartire. Italia che potrebbe avere dalla sua i Paesi del Sud Europa, come la Spagna, ma che, non da oggi, per la debolezza della sua politica estera non riesce a far prevalere le ragioni strategiche di Eurosud e dunque il proprio interesse nazionale. Tanto più che per una serie di questioni storiche e geopolitiche, sono anni che il blocco di Eurosud non riesce a giocare una partita favorevole nella Unione sempre più competitiva.

E’ auspicabile allora che il nostro Governo riesca almeno a cogliere la determinazione tedesca a proporsi come Paese guida di una Europa che ce la fa. Da qui le aperture verso l’Italia dei giorni scorsi da parte della Merkel, anche se le differenze di posizioni tra i Paesi UE sono “molto grandi” e “non posso dire se raggiungeremo un risultato. Sarebbe auspicabile, ma bisogna guardare la realtà negli occhi”, ha ribadito oggi la Cancelliera, sottolineando che per trovare un accordo occorre “una disponibilità al compromesso veramente notevole da parte di tutti”.

Il messaggio comunque è chiaro. Se mai avremo le risorse del Mes e del Recovery Fund, Paesi come l’Italia dovranno dimostrare di riuscire a fare le riforme che mancano al nostro Paese da 20 anni. In caso contrario, i nodi verranno al pettine. Sempre che a quei nodi si arrivi, viste le premesse.

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