NEWS E approfondimenti

il problema della burocrazia

Il concetto tutto italiano di semplificazione

dl semplificazioni in gazzetta ufficiale

Cinque giorni fa, il 16 luglio, il decreto Rilancio è diventato legge. Con 159 voti favorevoli, 121 contrari e nessuna astensione, il Senato ha approvato il testo, lo stesso licenziato dalla Camera il 9 luglio scorso, senza possibilità di apportare ulteriori cambiamenti per mancanza dei tempi necessari per un dibattito parlamentare (il termine per la conversione in legge scadeva infatti il 18 luglio). Sul provvedimento è stato posto il voto di fiducia.

Dunque il Dl Rilancio è legge. Certo, non prima che siano stati emanati ben 155 decreti attuativi tra decreti ministeriali e altri atti di agenzie e istituzioni coinvolte. Di questi decreti, 87 erano già presenti nella versione approvata dal Consiglio dei ministri a metà maggio, i restanti 68 si sono aggiunti in sede di conversione. La “Fase 2” del Dl Rilancio è però indispensabile per rendere operativa buona parte dei 365 articoli che compongono il testo. E menomale che in questo periodo non si fa altro che parlare di semplificazione.

Proprio “Semplificazioni”, al plurale, è il nome dell’altro importante decreto di cui si sta discutendo in queste settimane. Quello che Conte ha definito come “la madre di tutte le riforme”. Il Dl è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 luglio scorso, ma anche in questo caso la sensazione è che, dopo l’iter parlamentare, il testo definitivo possa essere accompagnato da un fiume di decreti attuativi. Insomma, nonostante l’urgenza di velocizzare la macchina amministrativa, urgenza messa ancor più in evidenza dalla crisi Covid, la sensazione è che la burocrazia anche questa volta avrà la meglio.

“Ho studiato il decreto Semplificazioni di Conte – ha detto a Repubblica nei giorni scorsi Lars Feld, consigliere economico di Angela Merkel – e devo dire che ‘la madre di tutte le riforme’ francamente è un’altra cosa. La speranza che con un paio di norme modificate si ottenga una riforma della burocrazia che acceleri le procedure amministrative e sblocchi tutto, mi sembra un po’ ardita. Serve uno sforzo in più”.

La partita in Europa

Con queste credenziali ci siamo presentati in Europa per affrontare la trattativa del Recovery Fund. Non il migliore dei biglietti da visita. Eppure in queste ore abbiamo anche sbattuto i pugni sul tavolo, determinati nel chiedere ai Paesi frugali di non perdere tempo. Ma proprio il tema delle riforme è il punto debole del nostro Paese, punto sul quale si è basata la mancanza di fiducia e dunque l’azione di ostruzione dei Paesi del nord Europa, restii fino all’ultimo a concedere i fondi del Next Generation Eu. Per questo motivo Mark Rutte, premier olandese, ha insistito, senza successo, affinché fossero i “ventisette” a votate all’unanimità il piano di riforme (Recovery Plan) che i singoli Stati presenteranno per effettuare la richiesta di accesso ai sussidi.

“Se Conte si fosse presentato a Bruxelles dopo aver fatto un vero decreto Semplificazioni, con l’eliminazione del Codice degli Appalti, dell’abuso d’ufficio e di Anac, e non con quel minestrone di rinvii, di misure provvisorie e di commissariamenti, avrebbe avuto molta più autorevolezza al tavolo della trattativa”, ha spiegato Stefano Parisi, promotore di Ricostruire durante la trasmissione Omnibus su La7. “Così come se, nei provvedimenti precedenti, avesse dato tutte le risorse a fondo perduto alle imprese per ridurre il dramma del crollo del Pil a cui stiamo assistendo, invece di disperderle in mille rivoli, dai monopattini ad Alitalia. Dunque è inutile che ora minaccia l’uscita dell’Olanda dall’Unione Europea”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Redazione

Redazione

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Cerca nel sito
Categorie
YOUTUBE
Articoli recenti
TAGS

Invia la tua proposta

RICOSTRUIRE

Il piano strategico di professionisti, imprenditori e accademici per superare l’emergenza e rilanciare l’economia italiana.

Articoli recenti