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Government Payments e Credit Registry, verso la PA 4.0

PA 4.0

La pervasività della burocrazia è il principale problema del nostro Paese, e per porvi rimedio è indispensabile riorganizzare l’amministrazione pubblica affinché diventi più semplice ed efficiente. La vera semplificazione, e il vero salto di qualità, avverrà quando tutte banche dati che oggi ogni pezzo della Pa custodisce gelosamente saranno in grado di parlare “lo stesso linguaggio”, quando cioè saranno interoperabili tra loro. In qualunque punto dell’amministrazione si accede si dovranno raggiungere tutte le informazioni disponibili, evitando a cittadini e imprese l’onere di produrre nuovamente documenti già presentati. Questo tra le altre cose consentirebbe a tanti professionisti di offrire servizi al posto dell’amministrazione pubblica. Una concreta operazione di partenariato pubblico-privato, dunque, con l’obiettivo di sviluppare e gestire infrastrutture o fornire servizi di interesse pubblico.

Per una Pa 4.0, vero motore di crescita, è necessario un grande investimento nella trasformazione digitale, assumendo personale in grado di fare controllo di gestione, in discontinuità con il passato. Ingegneri e analisti dei dati, più che laureati in Giurisprudenza. Personale in grado di mandare avanti la macchina amministrativa. Tutto questo, oltre a garantire un vero risparmio dal punto di vista economico (spending review), servirebbe a modernizzare la Pa, uniformandoci agli standard degli Stati guida in materia di innovazione.

GovernMENT PaymentS

La prima direttiva europea sui servizi di pagamento, anche nota come PSD (Payment Services Directive), definisce un quadro giuridico comunitario moderno e coerente per i servizi di pagamento elettronici. Più in dettaglio, la PSD risponde ai seguenti obiettivi: regolamentare l’accesso al mercato per favorire la concorrenza nella prestazione dei servizi; garantire maggiore tutela degli utenti e maggiore trasparenza; standardizzare i diritti e gli obblighi nella prestazione e nell’utilizzo dei servizi di pagamento per porre le basi giuridiche per la realizzazione dell’Area unica dei pagamenti in euro (Sepa); stimolare l’utilizzo di strumenti elettronici e innovativi di pagamento per ridurre il costo di quelli cartacei e legati alla circolazione del contante.

In fatto di regolazione dei pagamenti pubblici il Covid ha fornito una indicazione chiara di quanto sia ampio il divario tra il nostro Paese e i competitor internazionali. In Germania il modello adottato per erogare i sussidi alle imprese si è basato su zero burocrazia e tempi ridotti all’osso. Un modello rapido e una Pa efficiente. I Lander hanno distribuito “Soforthilfe”, aiuti subito, per accedere ai quali è stato sufficiente compilare un modulo online, senza allegare documenti, e in due settimane i soldi sono stati accreditati sul conto corrente delle imprese.

Il Credit Registry

Tra gli strumenti innovativi del settore, c’è il Credit Registry. È un istituto che fornisce al sistema finanziario informazioni sulla posizione creditizia dei clienti che ricorrono al credito. Ne esistono sia pubblici sia privati. In Italia abbiamo la Centrale dei Rischi, un sistema informativo sull’indebitamento della clientela verso le banche e le società finanziarie (intermediari).

Per le grandi aziende ottenere prestiti è una questione che potremmo definire di routine, mentre per la maggior parte dei medi e dei piccoli imprenditori, la cui storia creditizia è meno nota, il processo si fa più complicato. Le banche finiscono spesso per addebitare a questi ultimi un tasso di interesse sui prestiti più elevato, in quanto il rischio di concedere il prestito, e di non recuperarlo, è maggiore. Tutto ciò si riduce all’opacità delle informazioni. La funzione del Credit Registry è volta a favorire il miglioramento di tali asimmetrie, permettere agli istituti bancari di accedere agevolmente alle informazioni di tutti.

Avere un Credit Registry comporta una maggiore velocità di erogazione dei crediti, e, avere un circuito finanziario efficiente e rapido, è volano di crescita trasversale. Uno dei Paesi maggiormente sviluppati da questo punto di vista è l’India. Nel Paese asiatico, tra gli effetti della crisi Covid, spicca un aumentato dei pagamenti digitali, e dunque delle informazioni tracciabili, un dato già in costante crescita prima della pandemia. Stando al rapporto “The Era of Rising Fintech” di Razorpay, solo tra il 2018 e il 2019, il Paese ha registrato una crescita del 383% nei pagamenti digitali. Un Paese di fatto che viaggia alla velocità della luce in materia di innovazione economica.

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