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Boeri: “Le imprese stanno cercando di tornare alla normalità, il governo no”

imprese covid

Dopo Natale Forlani, anche Tito Boeri, ex Presidente dell’INPS, critica le misure del governo per combattere la disoccupazione. Il blocco dei licenziamenti, la proroga della Cassa Integrazione, la decontribuzione e l’estensione dei sussidi di dissocupazione oltre che dei redditi di emergenza e di cittadinanza delineano uno scenario seriamente preoccupante.

Il blocco dei licenziamenti

Nel Decreto Agosto, a meno di cambiamenti improvvisi, verrà prolungato il blocco dei licenziamenti a fine anno. Concretamente significa che le imprese non potranno licenziare per motivi economici. Boeri sospetta che, con la prospettiva di un’ondata di licenziamenti del 2021, il governo renda strutturale il provvedimento.

Così alcune imprese, impossibilitate a tagliare i costi, saranno destinate a fallire. Altre, invece, saranno incentivate a lasciare il Paese. Le conseguenze sarebbero evidentemente catastrofiche. “Abolire i licenziamenti significa abolire le assunzioni – spiega Boeri – anche anche in presenza di incentivi alle assunzioni”. L’economista rincara ulteriormente la dose definendo incostituzionale il blocco dei licenziamenti.

La decontribuzione

Il Decreto Agosto prevede anche una decontribuzione totale fino a dicembre per le imprese che smettono di usare la Cig, a prescindere dal fatto che stiano assumendo o meno. Combinata al blocco dei licenziamenti, questa misura si configura come un “regalo inaspettato” alle imprese che avrebbero smesso di usufruirne.

Boeri ricorda che almeno 10 miliardi dei 25 previsti di scostamento andranno a finanziare queste operazioni, che complicano ulteriormente il quadro normativo. Il rischio è che il tessuto produttivo subisca dei danni irreparabili nel breve periodo.

Il mancato ritorno alla normalità

L’Istat ha certificato che le ore lavorate settimanali lavorate pro capite sono quasi tornate al livello pre crisi. Gli occupati in Cassa Integrazione o in congedo sono all’8%, più vicine al livello fisiologico del 4% rispetto a quello raggunto ad Aprile del 34%. Le imprese stanno cercando di tornare alla normalità, ma le misure del governo vanno nella direzione opposta.

Boeri conclude attaccando frontalmente il governo, accusandolo di “voler tener viva l’emergenza” al fine di imporre un “nuovo modello di sviluppo” simile a quello della “Corea del Nord prima delle riforme economiche del 2014”. Nonostante le buone intenzioni, gli unici esiti sarebbero la condanna degli attuali disoccupati a rimanere fuori dal mercato del lavoro e l’abbandono del nostro Paese da parte dei giovani. (Tratto da Repubblica)

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