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Verso il nuovo Dl del governo

Turismo, alcune proposte per non sprecare il Dl Agosto

proposte per il Turismo nel prossimo Dl Agosto

Il turismo sarà tra i settori interessati dagli interventi del Dl Agosto, almeno stando alle previsioni. Il comparto in forte crisi ha bisogno di una scossa, anche in virtù del flop del primo filone di aiuti del governo. Le misure adottate finora non hanno frenato la crisi di liquidità, ma hanno provato, con scarso successo, a tamponare i mancati ricavi dovuti alla quarantena e agli effetti del Covid, ancora oggi visibili. Ad agosto servirà un cambio di passo. Gli operatori del settore attendono con interesse le prossime mosse del governo, nella speranza che possano risollevare il sistema nell’immediato. Entriamo in una fase in cui inevitabilmente si dovrà passare da interventi a pioggia a interventi selettivi, anche a costo di risultare impopolari. Sarà importante andare a investire laddove ci sarà un ritorno in termini di creazione di posti di lavoro, di valore e di competitività a livello di sistema Paese.

La formula del bonus vacanze utile, nelle intenzioni dell’esecutivo, a muovere il mercato del settore, come detto, non ha arrestato la forte crisi di liquidità. La misura va implementata perché così serve a poco. Le fasce di reddito Isee per richiedere il bonus troppo contenute, soglia di 40mila euro, hanno di fatto escluso una grossa fetta di popolazione, ma non i furbetti. Molte richieste sono pervenute da abituali evasori, soggetti che denunciano redditi bassi, e in alcuni casi sono erroneamente state accordate. Per perfezionare la norma è dunque necessario istituire un meccanismo di monitoraggio delle richieste, al fine di permettere l’acceso al bonus vacanze solo ai soggetti che ne hanno diritto.

A motivare le criticità della misura, cosi come proposta finora, è arrivata una recente indagine dell’Osservatorio di Federconsumatori. Stima che ad oggi meno della metà delle strutture è disposta ad accettare il bonus. Tra le problematiche riscontrate ci sono i tempi incerti di incasso del credito di imposta e la formazione del personale inadeguata a gestire la procedura. Problemi che almeno in parte potrebbero essere risolti in breve tempo e con interventi mirati. In queste settimane da segnalare anche casi di albergatori che hanno accettato il bonus solo se associato a particolari condizioni: non al di sotto di una certa soglia di spesa, o solo in base a un numero minimo di pernottamenti.

In ogni caso per riattivare l’economia non bastano i bonus. L’unica soluzione arriverebbe da un incasso secco, un onere diretto di cui lo Stato si fa carico. Finanziamenti a fondo perduto. La sostanza è che nel prossimo Dl Agosto più l’aiuto sarà concreto e immediato, più sarà efficace. Il governo dovrà battere su questa strada eliminando la soglia dei quattro milioni di euro, al di sotto della quale oggi non è consentito effettuare la richiesta (Dl Rilancio).

Che sia anche l’occasione chissà di superare l’idea, in Italia, che le azienda con fatturati milionari non debbano essere supportate. Se si continua a legiferare favorendo la piccola dimensione a discapito della media e della grande, non si dà una mano consolidare i settori produttivi. Al contrario si spingono le imprese alla frammentazione. È un tema che riguarda tutti, ma in modo particolare il turismo che presenta realtà variegate, alcune delle quali molto piccole e vulnerabili rispetto alla competizione internazionale, e soggette all’oligopolio della grande distribuzione online.

Parliamo poi di decontribuzione del costo del lavoro. Non si capisce perché si debba continuare a battere la strada della cassa integrazione. Bisognerebbe destinare queste risorse, sotto forma di contributi, alle imprese che decidono di riaprire e di richiamare in servizio i propri lavoratori. Oggi è molto più conveniente per alcune realtà tenere in cassa integrazione i dipendenti a spese della collettività, che non ripartire.

“Bisogna rompere questo meccanismo” spiega Renzo Iorio, vicepresidente di Federturismo, a Ricostruire. “Aiutare le imprese che vogliono aprire attuando una riduzione del costo del lavoro pari all’ammontare che comunque lo Stato pagherebbe per la cig. Quanto a spesa globale ci sarebbe un vantaggio perché avremmo imprese aperte, gettito fiscale e avremmo persone che traggono il proprio reddito dalla dignità del lavoro e non dall’assistenza di un welfare. In termini di stato d’animo civile e sociale questo cambia profondamente le cose”. Inoltre, aggiunge Iorio, “lo scenario ipotizzato ridarebbe una dimensione di vitalità alle destinazioni che, se invece restassero con le strutture chiuse, risulterebbero meno attrattive”.

L’ultimo provvedimento che proponiamo per il Dl Agosto, non meno importante degli altri, riguarda l’estensione del Superbonus alle strutture alberghiere. Una misura che non potrà certo mancare nel decreto atteso nelle prossime ore. In fase di conversione in legge del Dl Rilancio il Superbonus è stato esteso solo alle seconde case e alle strutture del terzo settore. Ora il governo è chiamato a non lasciare inascoltata la richiesta degli operatori del turismo. Avere ambienti più moderni, puliti e sicuri non potrà che portare giovamento al settore e generare dei benefici a tutto il sistema.

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