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Galli: “Giovani penalizzati dal blocco dei licenziamenti”

giampaolo galli disoccupazione

Dalla crisi Covid si uscirà con cambiamenti rilevanti alla struttura produttiva, ma non si profila “il sol dell’avvenire” che tanti sindacalisti bramano. Landini in testa. Ne è convinto Giampaolo Galli, economista firmatario di Ricostruire, che in un editoriale su Il Foglio commenta la scelta del governo di prolugare il blocco dei licenziamenti.

Prima della pandemia

Galli ricorda che la nostra crescita potenziale prima della pandemia si aggirava intorno allo zero. Per questo è fondamentale permettere alle imprtese di ristrutturarsi, anche riducendo o aumentando il personale.

Uno scenario in mutamento

Alcuni settori sono stati particolarmente penalizzati, come il trasporto aereo, la ristorazione, il turismo. Altri, come il green e il digitale, sono in espansione anche grazie agli incentivi europei. Inoltre, lo smartworking avrà un impatto negativo sugli esercenti collocati nei centri storici, ma favorirà quelli vicini alle zone residenziali.

In uno scenario in tale mutamemento, sono fondamentali le politiche attive del lavoro. Attività che i centri per l’impiego e i navigator non sono in grado di fare.

I problemi delle imprese

Nelle imprese un buon numero di dipendenti sono in cassa integrazione e sono più disposti ad arrotondare con dei lavoretti piuttosto che riqualificarsi o cmabiare residenza per trovare un nuovo impiego. La Cig illude il lavoratore, che crede di poter tornare al lavoro appena superata qualche difficoltà. Non è così.

L’economista spiega che le aziende sono in una situazione priva di margine di manovra Sono impossibilitate ad assumere fintantoché non hanno assorbito coloro che sono in cassa integrazione. Si ottiene così una distorsione, per cui le aziende non possono assumere giovani con delle professionalità adeguate e devono mantentere personale in esubero.

Il risultato di una simile rigidità del mercato del lavoro sono una maggiore disccupazione, soprattutto giovanile, e una minore crescita, soprattutto delle imprese innovative.

Il rischio

Le misure adottate dal governo, aspramente criticate anche da Maurizio Sacconi e Tito Boeri, avevano un senso durante il lockdown. “Ma ora – spiega Galli – l’Italia deve tornare rapidamente alla fisiologia del mercato del lavoro”. Più a lungo si perpetrano politiche simili, più crescerà il numero di disoccupati nel momento in cui verrà rimosso il blocco dei licenziamenti. (Tratto da Il Foglio)

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Redazione

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Una risposta su “Galli: “Giovani penalizzati dal blocco dei licenziamenti””

Da lavoratore “anziano” (53 anni) che più volte ha dovuto reinventarsi da zero per trovare una nuova occupazione (pur con un curriculum di tutto rispetto), da una parte trovo irritante e meschina l’insinuazione di fondo secondo cui occorrerebbe far fuori lavoratori vecchi per fare largo a quelli giovani, tipica di una certa imprenditoria piccina, tipicamente italiana, che cerva di competere con compromessi al ribasso, invece che innovare e rischiare in prima persona; dall’altra, proprio per averlo provato in prima persona, riconosco che esiste un problema di fondo, cioè il fatto che è e sarà sempre più difficile per un lavoratore mantenere le stesse mansioni e/o la stessa azienda per tutta la propria vita lavorativa. Il nostro sistema politico/sindacale/sociale sta solo muovendo i primi passi su questa strada, ed è ancora inadeguato.

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