NEWS E approfondimenti

La questione degli insegnanti

Scuola, più insegnanti bravi non vuol dire più assunzioni

azzolina

Più insegnanti è il motto della ministra Azzolina. La sua strana idea di riforma della scuola passa per le assunzioni indiscriminate. Ora è certo. Infatti, solo due giorni fa ha firmato l’ordinanza per la ripartizione dei 40 mila insegnanti in più che saranno assunti a tempo determinato. E che lei ha definito “personale Covid”. Cioè quel personale pensato per permettere la creazione di gruppi classe più piccoli. E che sarà licenziato senza indennizzo in caso di nuovo lockdown. A questi docenti si aggiungono anche 84.808 precari che saranno assunti a tempo indeterminato.

Studenti-insegnanti

Ma c’è un’altra scelta altrettanto opinabile. Ha fatto molto discutere nelle scorse settimane l’apertura delle graduatorie agli studenti di Scienze della formazione primaria che frequentano il terzo, il quarto e il quinto anno. Si potrebbe pensare che sia meglio assumere uno studente motivato, che ha scelto di fare quel mestiere e che si sta formando nell’ambito invece di una persona che sceglie la strada dell’insegnamento per avere la certezza di un posto di lavoro. E invece no.

Innanzitutto, gli studenti assunti sarebbero nel pieno del loro percorso universitario. Quindi diventerebbero degli studenti-lavoratori. In quanto lavoratori, oltre a rischiare di ritardare il proprio percorso universitario, faranno ricorso alle 150 ore di diritto allo studio e ai giorni di permesso per gli esami. Creando così problemi di sostituzione e discontinuità educativa. È anche probabile che molti, volendosi giustamente laureare in tempo chiederanno aspettative senza assegni per frequentare i laboratori del corso di laurea, obbligatori per legge.

apprendistato formativo di III livello

Il mestiere dell’insegnante non si impara solo sui libri. L’esperienza sul campo è imprescindibile e incredibilmente preziosa. Ma questa esperienza deve essere regolata in modo da risultare davvero fruttuosa e non dannosa per nessuno. Anziché ingrossare le fila dei precari assumendo in maniera indiscriminata studenti ancora in formazione, si potrebbe agire su due fronti. Migliorare la formazione magistrale degli studenti introducendo l’obbligo di concludere gli ultimi due anni di Sfp con contratti di apprendistato formativo di III livello che richiedono accordi tra le scuole e le università, un tutor scolastico e uno universitario che accompagnano gli studenti in formazione nei contesti scolastici. Dall’altro riformare la formazione necessaria dei docenti anche negli altri gradi di scuola. Solo così si possono garantire insegnanti di qualità in futuro. Degli insegnanti che siano una guida per i loro alunni per tutta la durata del ciclo scolastico. Che li aiutino non solo ad apprendere, ma a valorizzare i propri talenti e le proprie capacità. Affinché la scuola non lasci davvero indietro nessuno.

Invece le decisioni della ministra tentano di risolvere in modo miope un problema amministrativo. E, peggio, sperperano le ingenti risorse che arriveranno dall’UE. Ancora una volta i soldi vengono spesi e non investiti. E spesi male, per giunta. Ancora una volta stiamo creando debito (che saranno proprio quegli alunni a ripagare) senza creare vero cambiamento.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Isabella Lorusso

Isabella Lorusso

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Cerca nel sito
Categorie
YOUTUBE
Articoli recenti
TAGS

Invia la tua proposta

RICOSTRUIRE

Il piano strategico di professionisti, imprenditori e accademici per superare l’emergenza e rilanciare l’economia italiana.

Articoli recenti