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Competenze digitali, i giovani italiani sono tra i peggiori

digitali

L’indice DESI, che misura i progressi degli stati membri dell’UE nel loro percorso verso un’economia e una società digitali, ha già evidenziato l’arretratezza nella digitalizzazione del nostro Paese. Ora, tuttavia, è un’indagine di Eurostat a evidenziare le nostre lacune.

L’ufficio statistico dell’Unione Europea ha pubblicato dei dati relativi alle competenze digitali dei giovani nei Paesi membri, oltre che di Islanda, Norvegia, Svizzera e Regno Unito.

Le competenze digitali

Le competenze digitali si quantificano grazie a un indicatore composito, basato su attività selezionate svolte da individui su Internet in quattro aree specifiche: informazione, comunicazione, problem solving, software.

In primis viene valutata la capacità di identificare, individuare, recuperare, archiviare, organizzare e analizzare le informazioni digitali, sottolineandone la rilevanza e lo scopo.

In secondo luogo, l’indagine prova a quantificare le skills comunicare in ambienti digitali, condividere risorse attraverso strumenti online, collegarsi con altri e collaborare attraverso strumenti digitali. Interagire e partecipare a comunità e reti, sviluppare consapevolezza interculturale.

Inoltre, Eurostat ha valutato la competenza nell’identificare i bisogni e le risorse digitali, prendere decisioni informate su quali siano gli strumenti digitali più appropriati in base allo scopo o alla necessità. Si tratta quindi della capacità di problem solving legata all’utilizzo creativo della tecnologia.

Infine, l’indagine ha misurato le competenze software, genericamente definite come capacità di creare e modificare nuovi contenuti digitali (dall’elaborazione di testi a immagini e video). In questo ambito rientrano le abilità di integrare e rielaborare conoscenze e contenuti precedenti e di produrre espressioni creative, output multimediali e programmazione. È oggetto della valutazione anche la competenza degli invidui nel trattare e applicare diritti e licenze di proprietà intellettuale.

La Commissione Europea sulla base del Digital Competence Framework, nel contesto del Digital Single Market strategy, ha collaborato con Eurostat per la creazione dell’indicatore.

L’esito

I risultati sono complessivamente incoraggianti. Infatti, è emerso che nel 2019 l’80% dei giovani di età compresa tra 16 e 24 anni avevano competenze digitali di base o superiori. Questo dato è superiore del 24% rispetto agli individui di età compresa tra 16 e 74 anni.

Infografica elaborata da Eurostat

La Croazia è il Paese con la percentuale più alta di giovani con competenze digitali complessive di base o superiori, ovvero il 97%. Seguono a parimerito con il 93% Estonia, Lituania e Paesi Bassi. È notevole anche il risultato della Grecia, che raggiunge il 92%.

L’Italia risulta quart’ultima con una percentuale del 65%, fanno peggio solo Bulgaria e Romania.

Risolvere il problema

La formazione digitale dei giovani sarà fondamentale per la crescita economica dei prossimi anni. Per questo, il Digital Europe Programme prevede investimenti molto consistenti in questo ambito. L’Italia dovrà sfruttare quest’occasione per colmare il gap con gli altri Paesi e innescare un volano per la crescita economica.

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Leonardo Accardi

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