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Sul Mes il governo non può più perdere tempo

mes sanitario ue

Sono mesi ormai che si parla del nuovo Mes sanitario, ma il governo tergiversa ancora. Eppure queste settimane sono decisive per contenere una possibile seconda ondata. La ripartenza di attività economiche, scolastiche e sportive potrebbe essere un boomerang se non gestito con massima organizzazione.

Dai primi tragici mesi della pandemia abbiamo tratto alcune lezioni. Sin da Marzo è stato chiaro che sarebbero stati necessari dei grandi cambiamenti nella quotidianità di tutti, motivo per cui è stato deciso di fare il lockdown. Tuttavia, la sfida di oggi è quella di convivere con il virus per evitare ulteriori restrizioni che avrebbero riflessi molto negativi sulla nostra economia. I fondi del Mes, la cui unica condizionalità è la finalità di spesa, ovvero le incombenze sanitarie dirette e indirette, possono fare la differenza.

La scuola

Le scuole, che sono state le più penalizzate, stanno finalmente per riaprire, dopo mesi di dubbi e incertezze. Tra rinvii decisi dalle regioni e assenze di regole certe, tuttavia, la situazione non è incoraggiante. La costante di tutti i problemi è la mancanza di risorse. Il presidente dell’Associazione nazionale presidi ha dichiarato al FattoQuotidiano.it che “numerosi colleghi mi hanno segnalato di aver ricevuto una fornitura pari a 3-4 mila mascherine che bastano solo per pochi giorni”. Peccato che Arcuri avesse promesso una fornitura di 11 milioni al giorno. Per questo motivo, sembra che sarà responsabilità delle famiglie munire i propri figli di mascherine.

Questa spesa, come quella che si potrebbe destinare alla medicina scolastica, potrebbe essere finanziata hic et nunc dal Mes. Ma per qualche motivo, sembra non essere una priorità. Per assurdo, il governo avrebbe potuto finanziare così anche i banchi di cui tanto si è discusso, dato che ha sostenuto che fossero fondamentali per il distanziamento sociale.

Il rischio è che si verifichino delle repliche di ciò che è accaduto in un asilo di Roma. Nella struttura mancava il materiale per garantire una riapertura in sicurezza, quindi è rimasta chiusa.

I tamponi

La disponibilità dei tamponi è stato un problema nei primi mesi della pandemia ed è stato uno dei più grandi ostacoli al contenimento del contagio. La Germania, ad esempio, era riuscita a limitare i contagi anche grazie a un numero molto elevato di tamponi.

Per professori e operatori scolastici non c’è l’obbligo di fare il tampone, ma, utilizzando i fondi del Mes, sarebbe possibile realizzarne di più e per un periodo di tempo più lungo. Infatti, se anche un professore decidesse di fare il tampone e risultasse negativo, sarebbe assurdo che non ne facesse più fino al termine dell’anno scolastico. Invece, dare la possibilità ai docenti di monitorare costantemente e rapidamente la propria condizione di salute servirebbe solo a tutelare maggiormente gli studenti.

Questo problema non riguarda solo la scuola. A Roma qualche settimana non si riuscivano a somministrare abbastanza tamponi per mancanza di personale. In Campania, invece, non si riesce a raggiungere quota 10mila tamponi al giorno perchè mancano i tecnici di laboratorio.

Il sistema sanitario

Dall’esperienza dei mesi passati avremmo dovuto capire che il nostro sistema sanitario nazionale non è adatto a reggere forti shock, come quello che abbiamo vissuto in primavera.

Vanno in questa direzione il piano di Ricostruire per la sanità. Oltre allo sviluppo del Fascicolo Sanitario Elettronico Nazionale e all’adozione del modello HTA, ci sono tre proposte che potrebbero essere realizzate grazie al Mes. Si tratta dell’ottimizzazione della rete ospedaliera e del potenziamento della medicina territoriale, nonché delle RSA e dei sistemi socio-sanitari.

Il Mes è una grande occasione migliorare il nostro sistema sanitario. Se, invece, si vogliono lasciare intatte le fragilità che sono state evidenziate negli scorsi mesi bisogna prendersene le responsabilità.

Serve celerità

Interventi di questo tipo potrebbero essere a dir poco decisivi nel contenimento della pandemia, contribuirebbero a permettere alle persone un ritorno a una vita quasi normale. Però serve celerità. Ogni rinvio della decisione di accedere al Mes, ogni giorno passato tergiversando aumenta il rischio di essere impreparati alla gestione sanitaria del Paese a partire dall’autunno.

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Leonardo Accardi

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