Il Piano

L’Italia è stata investita dalla pandemia nel momento della sua massima debolezza economica e istituzionale. Il Covid-19 ci ha colpito così, con l’economia meno produttiva d’Europa, con il debito pubblico più elevato e la burocrazia più pervasiva. La piaga della bassa natalità rischia di accentuarsi a causa dalla povertà crescente e dell’incertezza sul futuro.

Dovremo convivere con il virus fino a quando non sarà disponibile il vaccino, ma se resteremo immobili ne usciremo devastati, con un’economia arretrata, povertà raddoppiata, debito esploso, forti tensioni sociali, con il rischio che le opportunità di una ripresa mondiale siano soffocate da burocrazia e procedure, da un ulteriore intollerabile incremento della pressione fiscale, specie sui patrimoni.

Dobbiamo intervenire subito per superare l’emergenza. Non abbassare la guardia perché la priorità resta salvare vite umane. Occorre un cambio di passo aumentando il numero dei test, isolando le persone infette, tracciando i contatti avuti dai contagiati. Dobbiamo usare i big data per mappare chi è ammalato, chi è guarito, chi è immune, chi è a rischio, ed evitare la risorgenza del virus e nuove ondate di contagi.

Così torneremo al lavoro, riaprendo le aziende, le scuole e il commercio. Perché dobbiamo rilanciare l’economia: garantire liquidità per sostenere la domanda, sviluppando competitività e produttività, liberandoci con coraggio dai vincoli burocratici; finanziare in maniera sostenibile la ricostruzione, riducendo le spese non produttive, introducendo provvedimenti innovativi, cancellando interventi ormai superati dall’evidenza dei fatti.

Dovremo investire e riorganizzare la ricerca scientifica, potenziare la nostra capacità di generare innovazione, costruire conoscenza e trasformare le scoperte attraverso un efficace processo di trasferimento tecnologico. Solo così guideremo i cambiamenti e la crescita globale, anziché andare al traino come fruitori e meri pagatori dell’innovazione stessa.

Occorrerà puntare su nuovi modelli di istruzione. Liberare la forza, la generosità e la creatività delle nostre comunità, premiando la ‘economia di cura’, medici, infermieri, forze dell’ordine, commessi e addetti alle consegne, le migliaia di volontari che si sono fatti avanti per aiutare il sistema sanitario. Chi continua a dare online istruzione gratuita, consulenze, sostegno alle disabilità, alla salute psichica e psicologica, una offerta culturale.

C’è un mondo che vive dietro le porte chiuse, nella vita domestica, nelle famiglie che hanno cambiato vita trovando la forza d’animo di combattere per restare sani, senza un falso senso di ottimismo ma rispettando le regole. A loro rivolgiamo un messaggio chiaro di speranza: le nostre vite si sono interrotte, ma non sono finite.

Quella che abbiamo davanti è una sfida necessaria e complessa come mai in passato. E per vincerla, per essere pronti a emergenze future, dobbiamo saper motivare e organizzare l’impegno, la determinazione, le capacità di tutti gli italiani. Il modo in cui supereremo questa battuta di arresto segnerà il successo o il fallimento futuro.

Per questo abbiamo immaginato RICOSTRUIRE, un appello aperto al contributo di quanti vogliono offrire le loro competenze in modo indipendente dagli schieramenti. Abbiamo proposto una sequenza di interventi per raccogliere le proposte dalle migliori professionalità italiane. Il piano operativo è pronto per essere migliorato e sarà uno strumento dinamico, “in costruzione”, grazie ai contributi di chiunque per ricostruire e rafforzare la base economica e la coesione sociale del Paese.

L’obiettivo che abbiamo è chiaro: dare sicurezza, proteggere l’impresa e chi lavora, impegnarsi in un incisivo piano di ripresa e, se sapremo cogliere l’opportunità, l’occasione per il Paese di portare a termine le tante riforme sempre promesse e mai realizzate. L’Italia deve essere pronta e agile nella ripartenza. Torneremo a crescere e ad essere protagonisti in Europa e nel Mondo.

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RICOSTRUIRE

Il piano strategico di professionisti, imprenditori e accademici per superare l’emergenza e rilanciare l’economia italiana.